Trento 29 maggio 2006
Così si congedava dai suoi allievi il 29 maggio 2006, Silvana
Bernardini.
A voi miei cari,
il nostro viaggio richiede una pausa. È stato un viaggio
faticoso, ricco e pieno di imprevisti, ma … ce l’abbiamo fatta!...
Ci ritroveremo sul nostro immaginario “trenino” che ci
ha permesso di essere casualmente, viaggiatori di questo splendido viaggio che
è la Vita.
Dal profondo del cuore a voi tutti grazie, con grande
amore,
Silvana Bernardini
Siamo certi, conoscendola, che questo pensiero sia dedicato anche a tutti
coloro che, avendola incontrata, non l’abbiano mai dimenticata….
Silvana Bernardini nata a Roma il 31 luglio 1936 ma vissuta a Trento,
una vita dedicata all’insegnamento, prima come professoressa di lettere e
poi, diplomatasi alla Scuola superiore di Studi Grafologici di Urbino, continuò
l’insegnamento come docente di grafologia nei corsi da lei stessa
organizzati a Trento. Trasmise il suo amore per la grafologia ad una mole via
via sempre più ampia di alunni, che seguiva con grande entusiasmo e
disponibilità. Il suo intuito profondo riusciva ad avvicinare persone diverse,
trasmettendo assieme alla grafologia, il suo contagioso amore per la vita. Per
lei analizzare la grafia era scoprire un’anima, era modo di dialogare, di
capire, di aiutare. Così la sua opera a sostegno di adolescenti e coppie in
difficoltà, accanto alla perizia che veniva richiesta anche in atti giudiziari
presso i Tribunali. Gravemente malata da tempo ed in piena consapevolezza,
continuò la sua opera, sempre presente anche in convegni nazionali ed
internazionali. Nel 2004, il Meeting di Trento, che organizzava circa ogni
tre anni, ebbe il sapore di un testamento spirituale: quale cura quale
sensibile ricerca nel presentare la scrittura di un artista come Giovanni
Segantini. Veicolando assieme all’analisi grafologica l’emozione artistica, ne
mostrò le opere pittoriche capendone le profonde suggestioni, disvelate dalla
grafia del momento.
La sua attività non finì anche quando il male si aggravò e trasparve nella
scelta delle sue analisi, nella sua opera dedicata a Frida Khalo, pittrice
traboccante di umana sofferenza ma anche di appassionata voglia di vivere,
evocativa forse della propria vicenda umana.
Ancora si impegnò, nonostante l’incalzare del male, che non fece mai pesare
ad alcuno, e con fiducia proseguì gli studi preparando la specializzazione in
rieducazione della scrittura, realizzando il suo desiderio di rivolgere lo
strumento grafologico al servizio di nuovi educatori ed insegnanti dei primi
anni, capire e curare il disagio infantile, l’analisi e la cura. Un progetto
amatissimo che portò avanti con puntigliosa energia, per arrivare in tempo… ora
che il viaggio volgeva alla fine.
Sempre con puntiglio riuscì a concludere gli ultimi corsi che ormai si
svolgevano nella propria abitazione, dispensando nozioni grafologiche e perle
di vita.
Il giorno cinque Novembre 2006, consumato anche l’ultimo respiro, ha
concluso il suo cammino.
Consegnata all’eterno, la tua presenza ci consola.
Vogliamo salutarci con una frase del suo cantante preferito
“Non si è soli quando un altro ti ha lasciato,
Si è soli se qualcuno non è mai venuto”.
(Roberto Vecchioni)